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RE-LIFE Verso gli Ex Magazzini Generali “Avvicinarsi con cura”

Reverse / 5 marzo 2017 / incity

Il tempo è un filo teso che le persone interpretano, rivivono, immaginano e costruiscono. Il tempo scandisce la nostra storia personale e scorre sulle pareti degli edifici che viviamo e che continuano a sopravvivere a dispetto di usi e funzionalità mutevoli.

La nostra città, come altre, sta vivendo una fase di scoperta di tutti quei luoghi che sono stati dimenticati dai progetti di sviluppo, dai centri storici razionalizzati. Si tratta di spazi talvolta oggetto di degrado e abbandono: le periferie.

Il 17 giugno l’Ordine degli Architetti di Verona ha organizzato l’evento “Relife. Verso i nuovi Magazzini”, proprio sotto il cavalcavia di viale Piave in collaborazione con M15, Reverse, A.G.I.L.E., M28, Verona Risuona, Officina delle Nuvole e Spoon e con la sponsorizzazione tecnica di Arredoluce e Colorificio Casati. E’ stato un giorno importante per due ragioni: la tappa e il luogo.

Nel percorso di avvicinamento alla nuova sede, la conferenza ha rappresentato una tappa di rilievo: a settembre l’Ordine degli Architetti si insedierà nella nuova sede degli Ex Magazzini Generali, attualmente di proprietà della Fondazione Cariverona, a testimonianza di un recupero possibile, doveroso e funzionale ad ospitare la cittadella delle Professioni. La conferenza del 17 ha visto la partecipazione di Mario Cucinella, che prima di affermarsi con i lavori del suo studio MCA è stato allievo di Renzo Piano ed in seguito tutor del gruppo G124, e degli architetti Roberto Corbia ed Anna Merci, quest’ultima attualmente impegnata nell’analisi della periferia di Marghera con il G124, gruppo di studio sulle periferie italiane voluto e finanziato dall’architetto e senatore Renzo Piano e interamente sostenuto dal suo stipendio da parlamentare. Cucinella ha sottolineato l’importanza di recuperare gli edifici in disuso, dando dignità e centralità alle periferie, con interventi capaci di interpretare e rafforzare il senso di comunità, l’esigenza di socialità e di partecipazione. I processi di rigenerazione passano dal bisogno di indagare ciò che già c’è ed integrarlo, con un occhio rispettoso rivolto al passato ed uno innovativo verso un futuro di socialità e sviluppo.

Il luogo scelto, infine, è stata un’affermazione di riconquista. Lo spazio sotto il cavalcavia, che rappresenta il principale accesso alla città, è un non luogo per antonomasia. Abbandonato, in stato di degrado e decisamente non considerato da quanti organizzano eventi, conferenze o interventi di vario genere a Verona. Accendere un riflettore raccontando alla cittadinanza la necessità di riscoprire questi luoghi è importante, decidere di organizzare un evento di contenuto proprio in uno di questi è decisivo e dimostra una coerenza importante da parte dell’Ordine. Luca Gibello, direttore de Il Giornale dell’Architettura che ha moderato gli interventi in modo molto misurato e partecipe, ha introdotto anche l’antropologo Francesco Ronzon che ha portato la platea ad interrogarsi sui paesaggi sonori e sulla rilevanza che i suoni, questo tappeto scontato sul quale camminiamo costantemente, possono avere nel condizionare il nostro vivere e la nostra capacità di progettare luoghi migliori. Attivare nuovi sensi ci può aiutare ad immaginare scenari di recupero alternativi e meglio integrati nel contesto sociale.

Del resto questo resta l’obiettivo ultimo: mettere in campo competenze eterogenee in grado di migliorare la qualità della nostra vita. E se una conferenza seguita da una festa, peraltro molto partecipata, riescono a dimostrare che le periferie possono avere un futuro di riscoperta, all’interno di un percorso di cambiamento e rigenerazione, allora siamo sulla giusta strada.