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Esperienze dell’altro mondo

Reverse / 27 febbraio 2018 / Design, economia, Impresa Sociale, Progetto, recycled wood, Sociale

Ieri siamo stati invitati ad un evento promosso dall’Ordine degli Avvocati di Verona al Banco Popolare di Verona dal titolo “Dall’amore nessuno fugge. APAC: un’esperienza dell’altro mondo? La realtà delle carceri brasiliane dove i detenuti rinascono uomini”.

Da anni Reverse si occupa di workshop con i detenuti e di economia carceraria: per il secondo anno gestiamo un’unità produttiva dentro alla Casa Circondariale di Montorio.

Ieri sera ci aspettavamo di ascoltare esperienze di lavoro e di riscatto invece abbiamo sentito la testimonianza di una pragmatica rivoluzione carica di speranza e di umanità.

Le APAC, Associazione di protezione e assistenza ai condannati, sono i centri di recupero per detenuti brasiliani, che dagli anni Settanta si stanno diffondendo in Brasile e in altre parti del mondo. Sono un nuovo modello di giustizia riparativa dove gli obiettivi sono due: recuperare il detenuto e proteggere la società.

Sono carceri senza carcerieri, senza armi, che ospitano recuperandi, non detenuti. In questi luoghi entrano le persone, non i loro reati, ed è questo che fa la differenza.

E’ un metodo fondato sulla valorizzazione della persona e della sua dignità.

Valdeci Antônio Ferreira, Direttore della Fraternità Brasiliana di Assistenza ai Condannati (FBAC) organizzazione responsabile dell’attuazione del metodo APAC di gestione delle carceri, nonché consulente del metodo APAC al Prison Fellowship International (organo consultivo delle Nazioni Unite per gli affari penitenziari), ci ha commosso con storie di persone che con amore, fiducia e disciplina vengono davvero riabilitate.

Tomáz de Aquino Resende Procuratore Generale del Municipio di Belo Horizonte, già Pubblico Ministero di Minas Gerais e coordinatore del Centro di Appoggio Operativo al Terzo Settore di Minas Gerais, nonché collaboratore del progetto di legge federale sull’Esecuzione penale per anni ha preso distanze dal metodo e negli ultimi tredici anni  ha cambiato idea ed è un volontario attivo. E la sua è la conferma più forte “non sostengo le APAC per questioni etiche o religiose ma per pragmatismo”. Il tasso di recidiva medio al mondo è di circa il 70%, 7 su 10 detenuti ritornano in carcere e spesso per reati più gravi. In Brasile questo tasso arriva all’85%.

Con le APAC la percentuale dei recidivi crolla al 15% ed i costi di gestioni delle carceri scendono ad 1/3 rispetto a quelle ordinarie perché qui i detenuti si autogestiscono e lavorano dall’alba al tramonto. Si responsabilizzano e si autoregolano nelle attività quotidiane di gestione delle strutture in cui abitano e nelle attività di lavoro.

E’ un processo innovativo che coinvolge tutti: recuperandi, famiglie, comunità, società civile, terzo settore, istituzioni, imprese, singoli volontari. La società spesso dimentica di aver generato quei reati, quei detenuti ed attraverso un processo di re-inclusione sociale si fa carico di questo peccato originale.

E’ richiesto un cambio di paradigma, una svolta culturale che ci può far vivere in una nuova società conciliante, dove lo sbaglio è l’inizio di un percorso e non la fine.